L’11 luglio il Teatro Piccinni di Bari accoglierà un evento di straordinaria intensità artistica ed emotiva: la prima regionale, in esclusiva, di No More Water: The Gospel Of James Baldwin, il nuovo progetto di Meshell Ndegeocello, una delle musiciste più innovative e visionarie del panorama contemporaneo. L’evento si inserisce nel prestigioso cartellone di Bari in Jazz, festival che da anni porta nel capoluogo pugliese artisti di livello internazionale, intrecciando musica, cultura e impegno sociale.
Meshell Ndegeocello, bassista, cantante, compositrice e produttrice, ha sempre esplorato con la sua musica i temi dell’identità, della spiritualità e dell’attivismo politico. Con No More Water: The Gospel Of James Baldwin, l’artista rende omaggio a uno dei più grandi scrittori e intellettuali afroamericani del Novecento, James Baldwin, la cui voce continua a risuonare con incredibile attualità.
Lo spettacolo è un’odissea musicale in cui il pensiero di Baldwin viene trasposto in un’esperienza sonora e performativa unica, unendo jazz, gospel, spoken word ed elettronica. Attraverso brani originali e riletture, Ndegeocello intreccia la musica con testi e riflessioni tratte dalle opere dello scrittore, creando un dialogo profondo tra passato e presente, tra memoria e futuro. Il risultato è un’opera intensa e profetica, che invita alla riflessione sulle questioni di razza, giustizia, amore e libertà.
Il ritorno dopo il Grammy Award
Dopo il grande successo di The Omnichord Real Book (Blue Note, 2023), album che le è valso il suo primo Grammy Award nella categoria “Best Alternative Jazz Album”, Meshell Ndegeocello torna con un progetto altrettanto ambizioso e potente, che è stato nominato sempre nella stessa categoria. La sua capacità di mescolare generi, di abbattere barriere musicali e di creare atmosfere immersive la rende una delle artiste più affascinanti e imprevedibili della scena contemporanea. La sua musica è sempre stata un veicolo di espressione politica e spirituale, e con No More Water questa dimensione si amplifica, trasformandosi in un vero e proprio rito collettivo, in cui la parola e il suono diventano strumenti di resistenza e consapevolezza.
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