eduto ad un tavolo, circondato da archi e pareti di pietra impregnate di storia, mi rivedo attorniato da marinai, ladroni e belle donne che parlano, bevono, giocano e cantano.

E' così che immagino "Abusuan", circa mille anni fa, un ritrovo frequentato da viandanti, abitanti del luogo, pescatori e saltimbanchi, che si incontravano qui per fare affari, trovare amici, parlare e far bagordi. Ma la storia vera, potrebbe non essere propriamente così, come filtrata dalla fantasia. Peraltro, mille anni fa, su questo pezzo di terra della città antica, che poggia e si affaccia sul mare, era di casa un monastero benedettino. Del monastero è rimasto ben poco, il tempo e l'uomo lo hanno trasformato in quel che ancora si vede e s'indovina.

L'uomo è artefice dell'avvenuto e l'uomo è artefice dell'avvenire.

Infatti attualmente sulle rovine dell'antico monastero, su quel che resta, l'uomo artefice, si è fatto artista, ed è qui che ora ha sede "Abusuan", luogo di incontro, di cultura, gastronomia, musica e spettacolo.

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