Bari chiama Con.Go – 3 e 4 MARZO – AUDITORIUM VALLISA

Venerdì 3 e sabato 4 marzo, dalle ore 20.00, nell’ auditorium Vallisa di Bari è stata organizzata una maratona di musica, cooperazione e solidarietà con l’obiettivo di inviare aiuti a Kinshasa.

Si vuole riempire un container di materiale utile all’allestimento di una casa di accoglienza per 80 bambine e bambini nel quartiere povero di Kingabwa, a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.

Durante le serate diversi artisti si alterneranno sul palco dell’Auditorium facendo da cornice agli interventi e alle testimonianze di coloro che stanno partecipando alla realizzazione di questo importante progetto a difesa dell’infanzia.

Una grande festa musicale dedicata alla raccolta di fondi, con la partecipazione di tanti musicisti di spicco che costruiranno performance inedite dedicate a questa speciale e importante occasione.

Perché se la musica non può cambiare direttamente gli enormi problemi del mondo, tuttavia può essere momento di incontro e di stimolo a nuove visioni che possano aiutarci a cercare soluzioni.

Hanno aderito all’iniziativa: Paola Arnesano, Giuseppe Bassi, Annamaria Cappiello, Nico Catacchio, Massimo Colombo, Giuseppe Dabramo, Giuseppe De Trizio, Alessandro Di Liberto, Nando di Modugno, Dario Distefano, Kekko Fornarelli, Andrea Gargiulo, Maria Giaquinto, Franco Guarnieri, Roberto Inciardi, Paolo Magno, Lisa Manosperti, Nico Marziliano, Felice Mezzina, Alex Milella, Max Monno, Gianna Montecalvo, Nabil, Roberto Ottaviano, Vittorio Palmisano, Gaetano Partipilo, Marco Pennelli, Maurizio Quintavalle, Gabriella Schiavone, Mirko Signorile, Enzo Zirilli.

La Repubblica Democratica del Congo è uno stato dell’Africa centrale equatoriale, segnato da decenni di guerre civili, dittature, scarsità alimentare, esodi e migrazioni.

A 14 anni di distanza dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza celebrata lo scorso 12 Febbraio 2016, nella Repubblica Democratica del Congo oltre il 40% dei decessi dei bambini si verifica entro il primo mese di vita e oltre il 70% nel primo anno di vita, 1 bambino su 8 muore prima dei cinque anni, circa 5.000 bambine e bambini soldato, di cui 1/3 sotto i 15 anni, sono arruolati dai gruppi armati ribelli e dall’esercito, vivendo condizioni di sfruttamento e abuso sessuale.

Per i ragazzi che sopravvivono alla guerra che non hanno riportato ferite o mutilazioni, le conseguenze sul piano fisico sono comunque gravi: denutrizione, malattie della pelle, patologie respiratorie e dell’apparato sessuale, incluso l’AIDS. 

Le ripercussioni psicologiche dovute al fatto di essere stati testimoni o aver commesso atrocità, segnano le loro vite per sempre, seminando senso di panico, incubi, difficoltà nel reinserimento familiare, abbandono degli studi, prostituzione e vita di strada.

A Kinshasa, città abitata da circa 10 milioni di abitanti e attraversata da esodi rurali e migratori imponenti da tutta l’Africa, l’Unicef stima circa 14.000 “shegué”: bambini e bambine di strada che sopravvivono di lavoretti nei mercati, elemosina e piccoli furti, ma spesso anche di prostituzione, attività illegali e altri espedienti. Orfani di guerra o ex bambini soldato a cui si aggiunge un altro piccolo esercito di 15.000 bambini “sorciers” ossia cacciati dalle famiglie perché accusati di stregoneria, sotto l’influsso di predicatori ed esorcisti che proliferano nelle baraccopoli.

L’Associazione Figli della Luce – Onlus, in collaborazione con la missione delle Suore Stimatine in Congo, è impegnata a raccogliere i fondi per la realizzazione di opere e all’attivazione di progetti di solidarietà nel campo dell’accoglienza, dell’istruzione e della formazione professionale.

Tra questi c’è la costruzione di una casa di accoglienza per 80 bambine e bambini, una struttura su due piani il cui costo per lavori e arredi è stimato in circa 360.000$

I lavori della struttura sono stati già avviati grazie alle donazioni raccolte ma occorre tessere una rete molto più ampia di donatori per trovare i fondi residuali per completare e allestire il centro.

I volontari dell’Associazione sono riusciti ad ottenere un container e a riempirlo di materiale utile all’allestimento del centro. Ora si tratta solo di fare un ultimo piccolo sforzo per mandare questo container a Kinshasa. 

CON.GO! Mandiamo un container pieno di solidarietà pugliese in Congo!

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